Il curatore

Pascal Casadei van Raamsdonk

Curatore e fondatore di A Piece of His Own

Pascal Casadei van Raamsdonk costruisce mostre indipendenti dedicate alla memoria musicale, alla fotografia d'autore e agli oggetti originali. Il suo percorso è fortemente legato a Queen e Freddie Mercury, ambito nel quale ha sviluppato una rete internazionale di collezionisti, fotografi, lender e figure vicine alla storia della band.

A Piece of His Own nasce da questa esperienza, ma guarda anche oltre: dal rock al jazz e al blues, fino a progetti possibili su sport, spettacolo, scienza e natura. Il lavoro curatoriale parte sempre da oggetti, immagini e storie capaci di avvicinare il pubblico a mondi culturali diversi.

Pascal Casadei van Raamsdonk, curatore e fondatore di A Piece of His Own

© A Piece of His Own

Tra musica, tecnologia e memoria culturale

Per Pascal Casadei van Raamsdonk, musica e tecnologia non sono mai state due strade separate. La passione per la musica nasce da bambino, quando le canzoni diventano un modo per scoprire parole, lingue e mondi lontani. Tra tutti gli artisti incontrati in quegli anni, i Queen lasciano un segno particolare, non solo per la forza delle loro canzoni, ma per il messaggio umano e artistico di Freddie Mercury.

Negli stessi anni nasce anche l'interesse per l'informatica. Dal Commodore 64 alla trasformazione digitale, dalla cybersecurity all'intelligenza artificiale, Pascal sviluppa un percorso professionale costruito intorno all'innovazione, alla comunicazione e alla capacità di trasformare idee complesse in esperienze comprensibili.

Da A World of His Own ad A Piece of His Own

Nel 2023, l'asta A World of His Own dedicata alla collezione privata di Freddie Mercury segna un punto di svolta. Tra i lotti aggiudicati da Pascal c'è la celebre maglia Rapax indossata da Freddie Mercury durante le sessioni di registrazione del video One Vision.

Quando quell'oggetto entra nella sua collezione, Pascal comprende che possederlo non basta. Un oggetto simile va conservato, studiato e raccontato. Da quel momento inizia un percorso di confronto con musei, conservatori, esperti tessili e altri collezionisti, trasformando il collezionismo in una forma di responsabilità culturale.

Una rete internazionale di collezionisti

Attraverso ricerche, relazioni personali e contatti costruiti con pazienza, Pascal contribuisce alla nascita di una rete internazionale di collezionisti legati alla memoria di Freddie Mercury. In un ambiente tradizionalmente riservato, questa rete diventa un luogo di fiducia, scambio e collaborazione.

Molti partecipano perché riconoscono un obiettivo comune: non esibire oggetti per il loro valore materiale, ma preservarne il contesto e condividere le storie che custodiscono. Da questa rete nascono connessioni con fotografi, autori, lender, curatori e figure vicine all'universo dei Queen.

Dalle collezioni alle mostre

L'ingresso nel mondo delle esposizioni avviene con Queen Unseen | Peter Hince a Lucca, realizzata in collaborazione con Blu&Blu Network. L'esperienza di Palazzo Guinigi conferma un'intuizione fondamentale: il pubblico non vuole soltanto vedere oggetti e fotografie, vuole comprenderne il contesto, le emozioni e la storia.

Da questa consapevolezza nasce la decisione di portare il progetto in Svizzera. A Lugano, la mostra rappresenta un passaggio decisivo: Pascal coordina direttamente rapporti istituzionali, media, sponsor, logistica, assicurazioni, importazioni temporanee, prestatori e relazioni con figure vicine al mondo di Freddie Mercury.

Metodo curatoriale

Nel lavoro di Pascal, il metodo nasce da un equilibrio costante: rendere gli oggetti accessibili senza svuotarli del loro contesto. Ogni mostra deve emozionare, ma anche rispettare fonti, diritti, autori, fotografi, lender e figure rappresentate.

Visione

Il nome A Piece of His Own nasce come risposta naturale a A World of His Own. Se l'asta Sotheby's raccontava il mondo privato di Freddie Mercury, ogni collezionista ne custodiva un frammento: un pezzo della sua storia.

Pascal Casadei van Raamsdonk non si definisce soltanto un collezionista, né soltanto un curatore. Preferisce considerarsi un costruttore di connessioni tra persone, oggetti e storie. Perché gli oggetti possono attraversare il tempo. Le storie, invece, hanno bisogno di qualcuno che continui a raccontarle.

Collaborazioni, mostre e progetti culturali

A Piece of His Own è aperto a collaborazioni con musei, fondazioni, venue, festival, media, sponsor, fotografi e collezionisti interessati a sviluppare mostre, progetti speciali e percorsi dedicati alla memoria musicale e culturale.